La salute dei polmoni passa dalla prevenzione

La salute del polmone e degli organi correlati è oggi uno degli elementi su cui si concentra la prevenzione medica, in quanto molteplici sono i fattori che la mettono a rischio.

Oggi le minacce per il polmone sono  costituite principalmente da patologie neoplastiche che provocano il decesso di oltre 1,5 milioni di persone nel mondo e rappresentano la terza tipologia per diffusione nel nostro paese (dopo quello al colonretto ed al seno) e la prima per quel che riguarda le morti, con un’incidenza crescen- te tra la popolazione femminile.

Nonostante le cifre elevate, si tratta comunque di numeri inferiori alla media rispetto al resto del mondo, complice anche una attenzione più spiccata alle corrette abitudini ed allo stile di vita.

Tra gli elementi che costituiscono un fattore di rischio importante per il tumore al polmone c’è principalmente il fumo, che mette a dura prova la funzionalità polmonare riducendone l’efficienza e causando ripercussioni sull’attività cardiocircolatoria.

Ultimamente, con analoga gravità agiscono anche le condizioni ambientali, in particolare le polveri sottili (PM10 e PM2,5) derivanti dalla combustione che avviene nei motori e negli impianti di riscaldamento, residui che creano un contesto di estrema sofferenza per i nostri polmoni.

A nuocere, anche l’esposizione all’amianto, o meglio a quelle fibre inalabili che si liberano ancora oggi da edifici sia di tipo industriale che civile..

Il mesotelioma (ma anche le meno gravi placche) provocato da questo agente inquinante è oggi in ulteriore diffusione, se si considera che le ripercussioni derivanti dall’esposizione all’amianto hanno effetti in un periodo fino a 20-25 anni.

Oggi lo strumento realmente efficace per una diagnosi precoce è la TAC, che permette di effettuare gli accertamenti necessari quando ci si trova in presenza di verificati fattori di rischio; per questo è importante controllare periodicamente il proprio stato di salute ed in particolare anche quello dei polmoni, individuando tempestivamente situazioni dubbie.

Anche nell’ambito della salute polmonare, Checkup Amico è stato pensato da Ospedali Privati Forlì proprio per garantire una valutazione adeguata del benessere fisico a seconda dell’età, del sesso e delle abitudini di vita: dedicando un pomeriggio ad uno screening ambulatoriale approfondito e completo, con il supporto di uno staff medico multidisciplinare, è possibile avere un’esatta consapevolezza del livello di rischio ed accedere ad indagini in tempi rapidi e con pacchetti di indagini mirate, con particolare attenzione quindi alla salute del polmone e degli organi dell’apparato.

Completano il quadro di intervento del team guidato dal Dott. Davide Dell’Amore tutte quelle patologie benigne come malforma-zioni toraciche, bolle enfisematose sia nei giovani che negli anziani, tumori benigni degli organi endotoracici e della parete toracica ed anche i traumi.

 

Trattamento con metodo THD Doppler

THD Doppler è un metodo mini-invasivo per il trattamento delle emorroidi. Rivoluziona l’approccio chirurgico alla malattia emorroidaria, garantendo la massima efficacia di risultati e riducendo al minimo i livelli di invasività, dolore e stress per il paziente.

Il metodo THD Doppler affronta e risolve efficacemente le principali problematiche della malattia emorroidaria. Affronta i disagi conseguenti alla malattia: il sanguinamento, il prolasso della mucosa e il dolore conseguente al trattamento chirurgico con metodiche tradizionali, corregendo l’iperafflusso arterioso alle emorroidi e l’eventuale prolasso concomitante.

Il metodo THD Doppler viene eseguito dal chirurgo proctologo attraverso l’utilizzo di una speciale apparecchiatura grazie alla quale si individuano con precisione e sicurezza i rami terminali delle arterie che portano sangue ai cuscinetti emorroidari. Tali arterie vengono successivamente legate al di sopra della linea dentata, in un’area priva di sensibilità dolorifica. La particolare forma dello strumento impiegato consente la standardizzazione della procedura e l’esatta e selettiva legatura delle arterie emorroidarie e la successiva sutura della mucosa rettale eccedente (prolasso).

Nel post-operatorio il dolore può presentarsi occasionalmente. Il paziente può avvertire però un senso di pesantezza e disagio, che tuttavia diminuisce gradualmente dopo pochi giorni e può essere tenuto sotto controllo con i comuni analgesici.

Di norma, non esistono gravi complicanze: può verificarsi un leggero sanguinamento, destinato a cessare entro poche ore, oppure urgenza defecatoria subito dopo l’intervento, situazione anche questa transitoria perché legata alla risoluzione del prolasso. Il trattamento della patologia emorroidaria con il metodo THD Doppler può essere considerato efficace nella maggior parte dei casi: i rischi di recidive o ricadute sono infatti molto rari.

Trattamento con metodo THD Sphinkeeper

L’incontinenza fecale e la perdita di gas (soiling) sono problemi molto comuni, anche se chi ne soffre difficilmente chiede aiuto o si rivolge a specialisti, per l’imbarazzo che questa patologia provoca.

Il metodo THD Sphinkeeper è stato sperimentato per primo dal prof. Carlo Ratto del Policlinico Gemelli di Roma, esperto riconosciuto dalla Comunità Scientifica internazionale come riferimento nella ricerca sulle patologie colo proctologiche e in particolare sulla Incontinenza Fecale.
Il metodo Sphinkeeper, grazie all’apporto di impianti auto espandenti, migliora la funzionalità e il supporto degli sfinteri anali.

Prima di essere sottoposti al metodo THD Sphinkeeper è necessario che i pazienti siano sottoposti ad accertamenti diagnostici, solitamente semplici nella loro esecuzione (visita anorettale, manometria anorettale, ecografia endoanale), che stabiliranno se questa procedura sia idonea.
Il metodo THD Sphinkeeper è un intervento mini invasivo di breve durata (circa 30 minuti) e prevede l’inserimento di impianti auto espandenti in grado di supportare le funzionalità degli sfinteri anali.
Il decorso post-operatorio è seguito dal chirurgo per verificare il normale assestamento dell’impianto. Il chirurgo darà indicazioni circa le abitudini alimentari e di stile di vita da seguire.
Viene richiesto un relativo riposo di circa 48 ore dopo le quali è possibile tornare alle proprie attività. E’ necessaria solo qualche settimana per riprendere le attività fisiche più impegnative come correre, nuotare o fare altri sport.

Fisioterapia e proctologia

La fisioterapia in ambito proctologico costituisce una componente fondamentale della gestione multidisciplinare del paziente sia femminile che maschile in stretta collaborazione con i medici specialisti.
Si articola attraverso la riabilitazione di varie alterazioni funzionali, la terapia della sintomatologia dolorosa e l’ottimizzazione del risultato chirurgico.
I disturbi e le patologie per i quali è indicata la fisioterapia comprendono:
• Stipsi (funzionale ano-rettale, stipsi mista)
• Incontinenza fecale (perdita di aria e/o feci)
• Dolore cronico ano-rettale
• Ragadi
• Emorroidi

La fisioterapia può essere estremamente utile sia nel preoperatorio che nel post operatorio:
• Prima degli interventi chirurgici per preparare le condizioni necessarie ad ottenere un miglior risultato
• Dopo gli interventi chirurgici per ottimizzare il risultato in vario modo, attivando e migliorando la funzionalità di meccanismi fisiologici