Rezum

Si tratta di un intervento mininvasivo di ultima generazione, eseguibile in regime di day surgery e senza ricorso ad anestesia generale, indicato per il trattamento dei sintomi urinari ostruttivi e irritativi associati all’ipertrofia prostatica benigna. Presso la struttura, la procedura è eseguita dal dott. Teo Zenico.

L’introduzione di una sonda di pochi millimetri di diametro consente di somministrare, attraverso l’uretra, vapore acqueo che agisce direttamente sul tessuto prostatico, riducendone il volume fino a circa il 40%, in particolare nei pazienti con prostata di volume fino a 80 cc. L’energia termica prodotta determina la regressione del tessuto in eccesso, con un miglioramento significativo dei sintomi e risultati generalmente duraturi nel tempo.

Urologia femminile

L’ambulatorio di urologia femminile è dedicato alle donne interessate da incontinenza o urgenza urinaria ed episodi di cistite interstiziale o cistiti ricorrenti. In questo caso lo specialista urologo agisce in collaborazione con il ginecologo, approfondendo anatomia e funzionalità uro-genitali, ed anche con il proctologo.

L’approccio consiste nell’esame obiettivo a livello genitale e del piano perineale, valutando un eventuale prolasso di vescica, utero o retto. In taluni casi viene consigliato l’esame del sangue e/o delle urine e un approfondimento diagnostico con ecografia dell’addome ed esame urografico delle basse vie urinarie.

Diagnosi delle patologie prostatiche

La diagnosi per le patologie prostatiche viene affidata oggi principalmente all’ecografia che è in grado di individuare anomalie o alterazioni morfologiche sin dalle fasi più precoci. Accanto a questo, interviene la biopsia prostatica che permette una più accurata diagnosi: una significativa evoluzione in questo campo è data dall’utilizzo della risonanza magnetica multiparametrica in combinazione con un ecografo 3D.

Calcolosi urinaria

I calcoli urinari sono provocati dalla precipitazione del sedimento (residui cristallini non solubili di ossalato di calcio o anche fosfato di calcio) nelle urine lungo il decorso delle vie urinarie. Si tratta di una patologia con un’elevata percentuale di recidiva, pari circa al 70% nell’arco di una decina d’anni e i cui fattori scatenanti sono riconducibili a cause genetiche, alimentari, metaboliche e persino ambientali. Il gold standard per la diagnosi è rappresentato dall’ecografia, in alcuni casi supportata da urografia o TC per una più precisa definizione dell’entità e della composizione dei cristalli.

L’approccio terapeutico più frequente è quello percutaneo tramite laser HO: YAG (laser ad olmio) che agisce con una guida ecografica “polverizzando” il calcolo e che trova applicazione nei casi di calcoli con diametro 1-2 cm. L’intervento viene effettuato in anestesia locale con dimissioni il giorno successivo la procedura.