Intervento protesi d’anca

Informazioni per l’intervento di protesi d’anca: prima, durante e dopo l’intervento chirurgico

L’articolazione dell’anca si compone della testa femorale e della cavità acetabolare. Con la degenerazione dell’articolazione, il dolore, la limitazione e la zoppia si accentuano e l’arto rimane in atteggiamento di flessione ed extrarotazione. Compare dolore con difficoltà a deambulare e limitazione ai movimenti con artrosi.

CAUSE DI ARTROSI

  1. Artrosi primitiva
  2. Artrosi secondaria: pregressa frattura o lussazione dell’anca, displasia congenita dell’anca esiti di osteocondrite.
  3. Artrite settica
  4. Artrite reumatica
  5. Necrosi:
    • idiopatica
    • esiti di frattura o lussazione dell’anca
    • esiti di frattura del collo del femore
    • trattamento prolungato con cortisone

PROTESI DELL’ANCA

Con l’impianto di una protesi d’anca si sostituiscono le parti dell’articolazione ormai irreparabilmente degenerate. Esistono tre tipi di protesi:
– Protesi cementate fissate all’osso con l’ausilio di materiale acrilico (cemento)
– Protesi non cementate che sfruttano l’integrazione fra le componenti e l’osso
– Protesi di rivestimento

La scelta fra i tipi di protesi viene dettata sia dallo stato di mineralizzazione dell’osso ospite, sia dall’età del paziente. E’ importante comunque segnalare che ciascun paziente presenta caratteristiche cliniche e di struttura ossea diversa per cui la scelta è personalizzata. Su indicazione medica occorrerà eliminare con un’adeguata dieta l’eventuale eccesso ponderale.

PRIMA DELL’INTERVENTO

Prima dell’intervento sono previsti gli accertamenti pre-operatori di routine e vengono fornite  le indicazioni di preparazione all’intervento (dieta, depilazione, doccia, ecc). Durante la visita medica viene rivalutata la terapia in corso e la necessità di richiesta di emocomponenti (sangue autologo o omologo). E’ previsto il colloquio con l’anestesista per la scelta del tipo di anestesia.

IL POST OPERATORIO

All’uscita dalla sala operatoria, il paziente viene mantenuto monitorato per avere il controllo dei parametri vitali e della scala del dolore. L’arto operato, in leggera flessione e in abduzione, è contenuto in una valva protettiva in gomma piuma, che evita l’accavallamento degli arti che può essere causa di lussazione (fuoriuscita della protesi dalla sua sede). Nella ferita, sulla quale viene posizionata la borsa del ghiaccio, è inserito un drenaggio che permette la fuoriuscita del sangue accumulatosi nei tessuti in seguito all’intervento; tale drenaggio è provvisto di un dispositivo che permette la reinfusione endovenosa del sangue. Viene infusa la terapia endovenosa a ciclo continuo per alcuni giorni e verrà praticata un’iniezione sottocutanea di un farmaco antitromboembolico prescritto dal medico. Il paziente può assumere liquidi e/o solidi dopo consenso dell’infermiere. Al termine dell’intervento, l’anestesista definisce, in relazione all’intensità del dolore, il trattamento antalgico che proseguirà per 24-48 ore. Il dolore verrà monitorato per tutta la durata della degenza e in caso di necessità è prevista una ulteriore somministrazione di antidolorifico.
Prima giornata: In mattinata viene rimosso il drenaggio e medicata la ferita chirurgica, eseguita una radiografia di controllo e posizionate le calze elastiche. La valva viene sostituita da un cuscino da tenere in mezzo alle gambe. Se le condizioni lo permettono il paziente si alimenta e viene messo seduto con le gambe fuori dal letto.
Seconda giornata: In mattinata viene rimosso il catetere vescicale e controllata la medicazione. In giornata viene praticato un clistere evacuativo e se le condizioni lo permettono viene seduto in sedia.
Terza giornata: Il paziente inizia la fisiochinesiterapia.
Dalla quarta giornata, se le condizioni del paziente lo permettono, viene accompagnato in palestra per eseguire la fisioterapia. Controllo e cambio medicazione al bisogno. In settima giornata è previsto il trasferimento nel reparto di riabilitazione. Prima della dimissione, il paziente viene istruito per eseguire in sicurezza le attivita’ quotidiane piu’ comuni quali: salire e scendere le scale, mettere le scarpe, salire in macchina, raccogliere oggetti da terra, ecc.

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