Protesi d’anca: elevata efficacia grazie alla chirurgia mininvasiva

ottobre 24, 2017

La sostituzione chirurgica di protesi dell’anca rappresenta oggi uno degli interventi più frequenti in ambito ortopedico-traumatologico e, sotto il profilo clinico, ha un notevole impatto sullo svolgimento delle più comuni attività quotidiane.

Essa consiste nella sostituzione ex novo delle superfici articolari della testa del femore e dell’acetabolo del bacino, che vengono compromesse da patologie degenerative oppure da fratture, e permette il recupero della funzionalità dell’anca libera da dolore, oltre al ripristino dell’anatomia e della biomeccanica.

Oggi, anche in chirurgia protesica ortopedica è di grande attualità “il concetto di mini-invasività” inteso come conservazione dei tessuti ossei, muscolari e tendinei che trova nella via d’accesso anteriore (ASI, Anteriore Supina Intermuscolare) la massima espressione potendo garantire la sostituzione dell’articolazione dell’anca senza staccare o tagliare muscoli e tendini e risparmiando osso.

Praticata da anni dagli specialisti di Ospedali Privati Forlì, l’ASI consente di ridurre significativamente i tempi di recupero e i rischi di complicanze ed è indicata anche per pazienti con condizioni generali complesse. Altrettanto importante per il pieno recupero è la definizione, da parte di ortopedico e fisioterapista, di un programma riabilitativo specifico, che può essere svolto all’interno della struttura, anche una volta dimesso il paziente. L’équipe fisioterapica personalizza il processo riabilitativo adeguandolo alle esigenze e ai tempi di recupero dei singoli, combinando terapie manuali, strumentali e rieducazione motoria, anche in acqua.