Fecondazione eterologa al centro di Procreazione Medico Assistita di Villa Serena

dicembre 3, 2015

Formata lista d’attesa e iniziati i consulti con le coppie. A gennaio si procederà con i primi trattamenti.

Comunicato Stampa – Forlì, 7 novembre 2014

Al Centro PMA di Villa Serena sono già state avviate le prime visite necessarie a effettuare i trattamenti di Fecondazione eterologa, previsti per gennaio 2015.

Si ricorda che il divieto di Fecondazione eterologa in Italia, che era previsto nella legge 40 del 2004, è stato dichiarato illegittimo lo scorso aprile da una sentenza della Corte Costituzionale.
Da allora, le Regioni hanno collaborato alla redazione di un documento con le linee guida operative utili a determinare i Centri autorizzati, a definire i soggetti che possono accedere a tale tecnica e le modalità di esecuzione.

Nel frattempo chi aveva contattato il Centro di Procreazione Medico Assistita (PMA) di Villa Serena è stato inserito in una lista di attesa, composta sino ad ora da 50 coppie con un’età media di 44 anni.

Da qualche settimana alcune di queste sono state chiamate per i primi consulti necessari ad avviare il percorso che le porterà alla fecondazione eterologa.

Il Centro di Procreazione Medico Assistita (PMA) di Villa Serena è entrato in attività nel 2012 caratterizzandosi per l’approccio multidisciplinare integrato prestato alla coppia che cerca di avere un figlio e per essere inserito all’interno di una struttura ospedaliera in grado di offrire supporto strutturale, tecnologico e organizzativo. Nel 2013, CERMET, ente esterno, ha certificato tutto il percorso terapeutico assistenziale del Centro PMA.

Nella struttura opera un’equipe di professionisti, medici, psicologici e biologici, e vi vengono praticate tutte le tecniche per il trattamento della sterilità, da quelle convenzionali, come IUI, FIVET e ICSI, alla IMSI.

Ora alla cosiddetta fecondazione omologa (seme e ovociti provengono dalla coppia stessa), si affianca la fecondazione eterologa (seme e ovociti provengono da donatori).

Indicazioni per la Fecondazione eterologa femminile (trattamento con ovociti donati)
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Secondo la legge 40, può essere consigliata a chi non ha “propri ovociti validi”. I candidati possono essere coppie con ripetuti fallimenti di PMA, coppie in cui la donna sia in menopausa precoce o abbia una età riproduttiva avanzata; anche la presenza di malattie genetiche trasmissibili può essere un’indicazione.

Indicazioni per la Fecondazione eterologa maschile (banca del seme).
Può richiederla chi ha una “indisponibilità di spermatozoi utilizzabili” quindi coppie in cui il partner maschile sia azoospermico (assenza assoluta di spermatozoi) o con una grave compromissione del liquido seminale che non permette di ottenere fertilizzazioni con la ICSI. La fecondazione eterologa maschile può essere richiesta anche in presenza di un rischio per la salute del nascituro (malattia genetica trasmissibile) o della donna (isoimmunizzazione Rh o sieropositività).

Chi può accedere all’Eterologa.
Secondo le linee guida della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, possono accedere all’Eterologa gli stessi soggetti previsti dalla Legge 40/2004 per la fecondazione omologa: conviventi o coniugati di sesso diverso, maggiorenni in età potenzialmente fertile. Si consiglia di non effettuare trattamenti in donne con un’età superiore ai 50 anni.

I gameti (ovociti e spermatozoi) possono provenire da: soggetti che in modo spontaneo decidono di donarli e non si stanno sottoponendo a un trattamento di fecondazione assistita; soggetti che, invece, si stanno sottoponendo a un trattamento di fecondazione assistita; soggetti che hanno congelato i propri gameti in passato e non volendo utilizzarli li donano. In ogni caso, tutti i potenziali donatori candidatesi vengono sottoposti a una severa selezione che prevede una valutazione anamnestica, test genetici e infettivologici.

La donazione è gratuita e anonima, senza nessuna possibilità di contatto tra la donatrice o il donatore e la coppia, tra la donatrice o il donatore e il bambino nato. I donatori uomini ammessi “possono avere tra i 18 e i 40 anni, le donne tra i 20 e i 35 anni.

“Presso il Centro PMA di Villa Serena – spiega la dr.ssa Lidia Diotallevi, responsabile Centro PMA di Villa Serena – per garantire la personalizzazione del trattamento e il rapporto diretto tra medici pazienti effettuiamo per scelta un massimo di 70 trattamenti di fecondazione omologa l’anno. Nel 70% dei casi si tratta di persone provenienti da fuori Provincia.
Secondo le nostre stime, l’Eterologa rappresenterà tra il 10% e il 15% delle nostre attività complessive. Il registro europeo gestito dall’ESHRE, Società europea per la riproduzione umana e la embriologia, secondo dati del 2010, riporta che la fecondazione eterologa maschile viene effettuata nel 18% delle inseminazioni intrauterine, mentre l’eterologa femminile rappresenta il 6% dei trattamenti di secondo livello (FIVET e ICSI).

“Il primo incontro con la coppia presso il nostro Centro PMA è sempre una visita medica, non solo un colloquio, – spiega dr.ssa Diotallevi-, alla quale segue un incontro con lo psicoterapeuta. Questa prassi è necessaria per escludere eventuali condizioni che, se non trattate, possono ridurre le aspettative di gravidanza. Esclusi possibili impedimenti e stabilita l’idoneità, si procede, a seconda del caso, con i trattamenti previsti per la fecondazione eterologa con donazione di ovociti o per la fecondazione eterologa maschile. Le gravidanze derivante da tecniche di fecondazione eterologa non hanno caratteristiche diverse rispetto alla gravidanze spontanee”.

“E’ stato ideato un apposito protocollo di sostegno psicologico – spiega il dr Stefano Bernardi, psicoterapeuta, sessuologo clinico ed esperto di procreazione medicalmente assistita del Centro PM di Villa Serena– che segue la coppia durante il percorso di trattamento, sia in caso di fecondazione omologa sia per la fecondazione eterologa. Il sostegno permette di valutare con serenità l’opportunità di sottoporsi alla fecondazione o meno, e in seguito di avere un sostegno durante il trattamento e disporre di spazi di confronto tra coppie e operatori. Vengono organizzati anche incontri di gruppo utili a gestire le emozioni durante il percorso a ridurre i livelli di ansia. Il sostegno psicologico può essere indirizzato anche ai singoli su richiesta”.