Eterologa, primi impianti a Forlì

dicembre 3, 2015

All’inizio di gennaio il centro specializzato di Villa Serena darà il via al trattamento di fecondazione divenuto legale anche in Italia. Per il reperimento degli ovociti ci si rivolgerà alle apposite banche in Spagna.

Rassegna stampa Corriere di Romagna – Forlì 29 dicembre 2014

FORLÌ. Fecondazione eterologa, col nuovo anno si parte anche a Forlì, nel centro di procreazione medico assistita di Villa Serena, riconosciuto dalla Regione. Ma se donazioni di liquido seminale sono di facile reperibilità, per le banche degli ovuli invece, si guarda all’estero, principalmente la Spagna, da dove proveranno i primi ovociti che si partirà a impiantare dal prossimo mese.

Dopo che la Corte costituzionale ha sdoganato anche in Italia la discussa tecnica che prevede, nei casi di sterilità accertata o malattie genetiche, di avvalersi di gameti estranei alla coppia di genitori, sono partite nella struttura privata attrezzata in città le preparazioni farmacologiche delle pazienti, tutte sotto ai 42 anni, dieci delle quali saranno sottoposte a un primo trattamento per restare incinte in gennaio.

« Sono arrivate subito molto richieste – aggiorna la responsabile del centro, Lidia Diotallevi – e siamo partiti con la serie di esami necessari per escludere possibili impedimenti ed eventuali situazioni capaci di ridurre l’aspettativa di gravidanza. Spesso si tratta di donne già sottoposte a ripetuti tentativi, falliti, di fecondazione in vitro. La tecnica eterologa adesso è equiparata all’omologa, che già effettuiamo da anni, con la differenza che servono banche di donatori ». E questo è un primo ostacolo che i centri italiani, compreso il forlivese, stanno aggirando rivolgendosi all’estero. « Abbiamo fatto accordi con le banche estere, noi in particolare con alcune spagnole, dove la pratica esiste da anni – spiega la dottoressa – per poter accedere ai gameti femminili. Questa donazione è evidentemente la più complessa, servono una stimolazione e un piccolo intervento, ci vorrà un po’ perché si affermi anche nel nostro Paese ».

Però è la più richiesta: nella decina di donne che tratteranno a breve, infatti, tutte hanno problemi coi propri ovociti. In questi casi la richiesta dei gameti segue le caratteristiche fisiche e genetiche della futura madre, rispettando il gruppo sanguigno ed etnico. Possono avere accesso famiglie, in età potenzialmente fertile, con sterilità accertata. Spesso si tratta di donne in menopausa precoce o con problemi genetici. «Le nostre prime pazienti – confermano dal centro di procreazione assistita – avevano già tutte programmato di andare all’estero, ma il fatto di poter proseguire qui il percorso verso la gravidanza le rende più tranquille». Le domande arrivano anche da regioni limitrofe. Ma il trattamento non è per tutti: un ciclo (nella struttura forlivese) di fecondazione in vitro costa 4.000 €, che cresce di 500 € nel caso ci si avvalga di donazione maschile, mentre la fecondazione eterologa femminile costa 6.500 €.

Elisa Gianardi